Il bioimpedenziometro

Il bioimpedenziometro (BIA) è uno strumento elettromedicale di valutazione della composizione corporea, in grado di migliorare l’efficienza in campo nutrizionale, cardiologico, diabetologico, oncologico e sportivo.

L’unica controindicazione è la presenza di Pacemacker, per il resto non ci sono controindicazioni, si possono sottoporre al test anche le donne in gravidanza.

La BIA, in 6 secondi ed in modo totalmente indolore, analizza la composizione corporea individuale attraverso il passaggio di una corrente impercettibile esercitata da due elettrodi sulla mano e sul piede destro.

Gli elettrodi sono posizionati sul dorso della mano e del piede destro; sono distanziati tra loro di 5 cm l’un dall’altro con l’elettrodo rosso, il polo positivo, distale (ovvero nella parte finale dell’arto, la più distante) rispetto al nero, polo negativo, in posizione prossimale (più vicino al corpo).

La BIA misura l’impedenza ovvero la resistenza che oppongono i tessuti al passaggio di corrente. Il tessuto adiposo, contenendo poca acqua al suo interno, funge da isolante mentre il tessuto muscolare, più idratato, conduce più velocemente. In base al tempo che la corrente impiega dalla base ad attraversare il corpo e tornare all’origine si ricavano numerosi dati funzionali all’individualizzazione della dieta.

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Tra i valori più interessanti ai nostri fini abbiamo:

  • Massa grassa FM Fat mass
  • Massa magra FFM Free Fat Mass
  • Metabolismo Basale Indica le calorie consumate a riposo, solo vegetando e rappresenta circa il 60% del nostro metabolismo totale quotidiano
  • Tessuto adiposo (AT, Adipose Tissue), è solo tessuto di cattiva qualità e quello su cui ci si concentra per monitorare lìeventuale effettiva perdita di peso
  • Tessuto adiposo addominale (AAT, Abdominal Adipose Tissue). Il tessuto adiposo addominale è il tipo di adipe più insidioso: è tutt’altro che inerte. Il grasso addominale funge infatti da vero e proprio organo endocrino in grado di secernere molecole proinfiammatoire che predispongono a patologie cardiovascolari, diabete e obesità. Obiettivo primario della terapia nutrizionale in esame è la riduzione selettiva di questo grasso. Lo strumento esprime il tessuto adiposo addominale con un’unità di misura difficile da figurare: il cm2. Trenta cm2 rappresentano un buco di cintura e così il paziente potrà verificare anche in autonomia la perdita selettiva di tessuto adiposo addominale.

Il BMI, acronimo di Body Mass Index, in italiano Indice di massa corporea, è un valore quantitativo e rappresenta il rapporto tra il peso espresso in kg e l’altezza al quadrato espressa in metri. Non fornisce alcuna informazione sulla composizione corporea ed è questa la sua più grande limitazione. Ad esempio, un bodybuilder risulterà obeso a causa del suo peso elevato che è, tuttavia, rappresentato da una massa muscolare molto sviluppata.

L’organizzazione mondiale della sanità individua questi diversi range di BMI:

  • sottopeso <18
  • normopeso 18-25
  • sovrappeso 25-30
  • obesità di I grado 30-35
  • obesità di II grado 35-40
  • obesità bariatrica >40

TBW: è acronimo di Total Body Water ovvero acqua corporea totale. TBW è il primo valore qualitativo fornito dal test bioimpedenziometrico e questo dovrebbe far riflettere sulla sua importanza. In un adulto sano l’acqua dovrebbe rappresentare il 50-65% del peso corporeo. L’acqua è molto importante per lo svolgimento di tutti i processi metabolici tra i quali ricade anche la ‘reazione’ di dimagrimento. Molto utile per ridurre la ritenzione idrica nelle donne e favorire la circolazione.

HPA axis index (PA0): è un indice che esprime la capacità di ognuno di opporsi allo stress ed è un valore derivato del cortisolo (ormone dello stress). Questo indice tende ad essere alto alla mattina e scende fisiologicamente durante la giornata. La perfetta circadianità inizia da un valore minimo di 3,5. Fino ad un valore di 2,8 si parla di stress acuto mentre al di sotto si parla di stress cronico.

Stm: acronimo di soft tissue minerals, indica la quantità di minerali presenti nell’organismo e si esprime in kg. Il valore minimo auspicabile è di 0,4kg. Questo tenderà ad aumentare grazie all’introduzione di più frutta e verdura attraverso la dieta.

Body density: rappresenta la densità ossea e si esprime in g/cm3. In un adulto sano la normalità varia in un intervallo compreso tra  1.030 e 1.060 g/cm3.  Semplificando esprime la qualità delle nostre ossa.

Bone: rappresenta la quantità di osso e si esprime in kg. Il minimo è di 3.0kg in un adulto sano mentre la normalità inizia a 3,6kg. A differenza del pensiero comune, l’osso è un tessuto vivo: può aumentare e diminuire. Questo valore tenderà ad incrementare grazie all’introduzione di più vitamine e sali minerali attraverso la dieta.

Peso: Peso attuale ideale

Prospettiva della propria salute in termini di peso

Lo strumento fornisce anche quello che è la prospettiva della tendenza del peso del soggetto: mantenendo le proprie abitudini alimentari ci si orienterà verso il sovrappeso, obesità, salute e fitness.

Skeletal muscle: rappresenta la quantità di muscolo e si esprime in kg. E’ molto difficile veder aumentare questo valore nell’adulto, specialmente se donna. Una variazione in positivo è legata ad una costante attività fisica contro resistenza (sollevamento pesi, squat con carichi..) oppure può essere anche correlata ad una corretta alimentazione che va a sopperire la carenza proteica precedente fornendo i corretti precursori per implementare massa muscolare.

IMAT: acronimo di IntraMuscular Adipose Tissue, è il grasso intramuscolare e si esprime in %. Il grasso all’interno dei muscoli riduce l’efficienza di contrazione e valori elevati indicano che l’eccesso di grasso si sta espandendo al di fuori del comparto addominale. Il valore massimo consentito è del 2% mentre l’ideale è al di sotto dell’1,5%.

Visceral organs: sono gli organi interni. Il ragionamento è diverso da quelli visti fino a questo punto: più pesano e meglio è in quanto significa che vi sarà meno grasso al loro interno. Quando il tessuto adiposo addominale raggiunge livelli elevati, il grasso tende ad espandersi in altri comparti tra cui proprio gli organi interni. Il più rappresentato è il fegato e un valore molto basso indica una possibile steatosi epatica. In un adulto sano la normalità inizia da circa 20kg. Attraverso un’alimentazione più sana sarà possibile vedere crescere questo valore in tempi brevi.

VO2: un indice di performance atletica (questo non significa che sia un valore utile solo per gli sportivi) e rappresenta il consumo di ossigeno espresso in ml/(kg x min).

Viene riportata una VO2 a riposo e una VO2 max. La prima indica il consumo di ossigeno quando l’individuo è fermo, in assenza di stimoli esterni e a temperatura ambiente (condizioni basali) mentre la seconda indica il consumo di ossigeno sotto sforzo e rappresenta il cosiddetto fuori soglia. Più è elevata VO2 max: e maggiore sarà la quantità di ossigeno portata ai tessuti; questo si traduce in una maggiore ossidazione lipidica, ovvero più efficienza con la quale i grassi vengono consumati/bruciati. VO2 max si allena attraverso esercizi di tipo aerobico.

Maggiore è il divario tra VO2 a riposo e VO2 sottosforzo meglio sarà il proprio livello di performance atletica

Non sono le calorie bruciate durante un allenamento a fare la differenza, ma i cambiamenti indotti a lungo temine.

Se stai cercando una nutrizionista dalla quale poter fare una visita professionale, con controllo del peso tramite bilancia impendenziometrica, rivolgiti alla Dottoressa Francesca Beretta. L’ambulatorio si trova a Noceto, a poca distanza da Parma e Langhirano.